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martedì 30 dicembre 2014

Attualità - UNA STORIA A LIETO FINE

Nell'aprile del 2014  un Gauguin e un Bonnard furono ritrovati dai Carabinieri dei Beni Culturali nella cucina di un pensionato siciliano 40 anni dopo essere stati rubati.
La storia ha inizio nel 1970 a Londra quando le due tele, Fruits sur une table ou nature au petit chien (Gauguin)



La femme aux deux fauteuils (Bonnard),



vengono rubate dalla casa dei coniugi Marks e Kennedy. Solo qualche mese fa, dopo il ritrovamento, si è venuti a conoscenza dell’improbabile viaggio che le ha condotte in Sicilia. Si è scoperto che le due opere, dopo esser giunte in Francia, qualcuno le ha portate su un treno Parigi-Torino, ma le ha abbandonate per cause sconosciute e successivamente consegnate all’Ufficio oggetti smarriti. 
Nel 1975 Ferrovie dello Stato mette all’asta tutti gli oggetti non reclamati e un operaio siciliano della Fiat nota i quadri e se li aggiudica insieme ad altri oggetti per un totale di 45mila lire.
L’uomo non è un esperto d’arte, ne riconosce solo l’indiscussa bellezza e le appende nel suo salotto-cucina, prima a Torino e poi a Siracusa. È il figlio che dopo molti anni riconosce nelle tele un tratto familiare e consulta due esperti che a loro volta chiedono l’aiuto dei Carabinieri. La notizia sbalordisce la famiglia, improvvisamente sono in possesso di due opere preziosissime, il Gauguin ha un valore stimato di circa 35 milioni di euro e il Bonnard di 600mila euro. Il pensionato consegna spontaneamente le opere alla Procura che si mette in contatto con le autorità britanniche per stabilire la legittimità del possesso. 
Ora, invece, si assegna ufficialmente la proprietà dei due quadri all’ex operaio di Mirafiori, trasformato da pensionato a milionario. Fortunatamente i coniugi Marks e Kennedy non hanno eredi e nessun altro ha vantato un diritto legittimo sulle opere d’arte. «Ho acquistato i dipinti in buona fede e le autorità lo hanno riconosciuto», ha affermato soddisfatto il pensionato.
L’uomo adesso sogna di vendere il Gauguin e di poter finalmente, dopo una vita passata a lavorare duramente in fabbrica, concedersi qualche lusso, come quello di andare in luna di miele con sua moglie.
Il Bonnard lo terrà perché per la famiglia ha un valore sentimentale maggiore.
Veramente una storia a lieto fine.

martedì 23 dicembre 2014

Attualità - i Musei di Torino cambiano Direttore

Non si può certo dire che gli ultimi mesi di Torino, dal punto di vista museale, siano stati noiosi. Purtroppo però la motivazione non risiede tanto nell’offerta di mostre ed eventi ma per i riassetti e i tentativi di gestione della crisi e di come la si vuole affrontare. Torna l'annosa questione della Superfondazione, che forse si farà o forse no e che dovrebbe avvicinare in qualche modo il Castello di Rivoli alla corazzata della Fondazione Torino Musei (un bando infatti intende trovare una figura unica per  la GAM e il Castello di Rivoli



Castello di Rivoli 
GAM
















in luogo degli attuali direttori, rispettivamente Danilo Eccher e Beatrice Merz, i quali non sembrano intenzionati, la seconda in particolare,a proseguire l’esperienza). C’è il MAO, Museo d’Arte Orientale alla ricerca di un nuovo direttore, fra le polemiche per 

















il numero di visitatori assai ridotto (ma si tratta di una delle più importanti raccolte continentali, raccolte rimaste nei depositi per decenni).




Mole Antonelliana sede del Museo del Cinema

E ora c’è anche il Museo del Cinema fiore all'occhiello della città insieme al Museo Egizio che perderà il suo Presidente l'artista Ugo Nespolo
Ugo Nespolo














Infine con la motivazione ufficiale "raggiunto limite di età",  il direttore Alberto Vanelli e del presidente Fabrizio del Noce danno l’addio alla Reggia di Venaria.





Speriamo bene.....



DESIGN IS A STATE OF MIND

Continua alla Pinacoteca Agnelli il tema del collezionismo ma questa volta in modo insolito: vengono esposti scaffali e librerie di importanti designers  sulle quali sono sistemate collezioni di altri designers.


Ma la mostra Design is a state of mind  del designer Martino Gamper 
alla Pinacoteca rivela anche i principali aspetti del design, che è prima di tutto funzione: tutti gli oggetti in mostra sono prodotti che vengono spesso anche utilizzati dai loro proprietari, come sottolinea la scelta stessa di Gamper a favore di vere e proprie librerie come supposto espositivo. Ma il design ha anche una componente emotiva, che emerge dalle collezioni in mostra. Infatti il designer ha chiesto ai collezionisti di scegliere oggetti che li hanno ispirati nel loro lavoro creativo, in modo che potessero ispirare anche le persone che visitavano la mostra.

Martino Gamper  con la sua mostra aperta anche ad un pubblico di non addetti ai lavori, non vuole dare una definizione di cos'è  o non è il design, ma vuole ispirare il visitatore, vuole incuriosirlo. Mette in mostra diverse collezioni private di oggetti comuni appartenenti a progettisti, creativi, studenti, nella maggior parte dei casi amici dello stesso curatore.

Ogni collezione è una variegata raccolta di prodotti d’uso quotidiano: gli oggetti scelti sono normalmente stati utilizzati dalle persone che li hanno ceduti, non sono solo pezzi noti di design
Si può ammiare la raccolta di mattoni di Maki Suzuki


la collezione di rocce, pietre, asce di pietra levigata di Michael Anastassiades o i contrappesi da stadera fusi in bronzo di Fulvio Ferreri su librerie di M. Gamper 
M. Anastassiades - M. Gamper


F. Ferreri - M. Gamper
ma anche e la collezione di oggetti di Ron Arad su uno scaffale di Demetrius Comino

R. Arad - D. Comino


J.Evans - P. Schares e F. Haller
fino ai cucchiai di legno del fotografo Jason Evans. 
Completa il percorso espositivo la selezione di librerie e scaffali di design, che vanno dagli AnniTrenta a oggi, su cui sono appoggiati gli oggetti: dalla libreria di Franco Albini



M. Theselius - F. Albini
Veliero - F. Albini (dettaglio)


a quella di Ettore Sottsass passando per Michele De Lucchi, Vico MagistrettiAlvar Aalto e Charlotte Perriand famoso architetto che collaborò con Le Corbusier

Bethan Wood - C. Perriand
bellissimo il Trumeau Malachite di Piero Fornasetti 
T. Dunne e F. Raby - P. Fornasetti

ma non mancano nemmeno le scaffalature Ikea.

La mostra è stata ospitata alla Serpentine Sackler Gallery di Londra ( 5 marzo – 18 maggio 2014) e sarà poi ospitata al Museion di Bolzano (12 giugno al 13 settembre 2015).


sabato 20 dicembre 2014

#PRESEPIO


Di presepi d’artista, con l’avvicinarsi del Natale, se ne vedono molti, in varie forme e scenografie. Torino, però, riesce a distinguersi per i luoghi messi in campo, spazi prestigiosi come Palazzo Madama e l’Accademia Albertina e per la modalità scelta, che vede cinquanta capolavori di grandi artisti del passato, da Defendente Ferrari a Mattias Stomer, dialogare con i lavori di altrettanti creativi contemporanei, prevalentemente attivi in Piemonte ma che godono di fama nazionale e internazionale, molti dei quali hanno realizzato opere appositamente per la mostra


Il titolo è #Presepio. L’immagine della Natività dal medioevo all’arte contemporanea, la cura è di Guido Curto, docente dell’Accademia Albertina, e di Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama. Fra gli artisti coinvolti ci sono Mario Airò, Maura Banfo, Valerio Berruti, Enrica Borghi, Marco Cingolani, Nicola De Maria, Richi Ferrero, Daniele Fissore, Daniele Galliano, Marco Gastini, Piero Gilardi, Paolo Leonardo, Luigi Mainolfi, Marisa Merz, Raffaele Mondazzi, Philippe Parreno, Vedovamazzei, Fabio Viale. L’apertura al pubblico è prevista dal 29 novembre 2014 all’11 gennaio 2015.

Il percorso espositivo si sviluppa al Piano Terreno e Nobile di Palazzo Madama, dove opere medievali, rinascimentali, barocche appartenenti alle collezioni del museo narrano, insieme a 9 realizzazioni contemporanee, l’evoluzione del tema della Natività attraverso la storia.

Il dialogo tra antico e contemporaneo prosegue nelle sale della Pinacoteca e in alcuni spazi dell’Accademia Albertina 



D. Ferrari dialoga con J. Pfeiffer

straordinariamente aperti al pubblico in occasione della mostra, tra questi  il Salone d’onore dove viene presentato il grande Presepe degli artisti realizzato nel 1976 da Nino Aimone, Francesco Casorati, Riccardo Cordero, Giacomo Soffiantino e Francesco Tabusso per la chiesa di San Francesco al Fopponino di Milano ed un'opera di Ezio Gribaudo Presidente Onorario dell'Accademia Albertina 


Presepe 1997
In mostra alla Pinacoteca Albertina anche i lavori di 42 artisti contemporanei

Sacra Famiglia 2014 - Valerio Berruti

 Napuli 2005 - Fabio Viale
e una sezione interamente dedicata al presepe napoletano, con alcuni “scogli” di presepi popolari, selezionati da Mariano Bauduin, e le realizzazioni dalla prestigiosa bottega artigiana dei maestri Ferrigno di via San Greogorio Armeno a Napoli


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Artisti antichi: Artisti delle Fiandre, 1475-1500; Artisti lombardi, 1450-1500; Artisti di Parigi, 1300-1350; Artisti di Venezia, 1450-1500; Guglielmo Cairo; Bernardino Campi; Giovanni Battista Carlone; Andrea Casali; Bartolomeo Cavarozzi; Michelangelo Cerquozzi; Carlo Chelli; Viviano Codazzi; Defendente Ferrari; Gaudenzio Ferrari; Benvenuto Tisi, detto il Garofalo; Giovanni Pietro Rizzoli, detto il Giampietrino; Gerolamo Giovenone; Incisore della fine del XVIII secolo; Incisore fiammingo (?),1620 circa; Intagliatori trapanesi, 1750 circa; Bernardino Lanino; Maestro fiammingo, 1450 circa; Manifattura di Faenza, 1490-1500; Manifattura toscana, 1400-1450; Simon Marmion; Agostino Masucci (seguace di), 1750 circa; Domenico Piola; Pittore francese, 1650 circa; Pittore franco-piemontese, 1475 circa; Pittore marchigiano, 1400-1450; Aegidius (Gillis) Sadeler; Scultore della Catalogna, 1275 circa; Scultore della Valle d’Aosta, 1330-1340; Scultori di Anversa , 1535 circa; Scultori e pittori umbri, 1300-1325; Mattias Stomer; Antonio d’Enrico, detto Tanzio da Varallo.
Artisti contemporanei: Nino Aimone, Mario Airò, Laura Ambrosi, Cornelia Badelita, Maura Banfo, Ermanno Barovero, Valerio Berruti, Lino Berzoini, Enrica Borghi, Francesco Casorati, Mauro Chessa, Marco Cingolani, Sandra Coluccia, Riccardo Cordero, Nicola De Maria, Petra Ellert, Richi Ferrero, Daniele Fissore, Daniele Galliano, Marco Gastini, Massimo Ghiotti, Piero Gilardi, Ugo Giletta, Alessandro Gioiello, Ezio Gribaudo, Cristina Lastrego Testa, Paolo Leonardo, Emanuele Luzzati, Luigi Mainolfi, Bruno Martinazzi, Nicola Maria Martino, Andrea Massaioli, Marisa Merz, Raffaele Mondazzi, Ugo Nespolo, Philippe Parreno, Stefano W. Pasquini, Johannes Pfeiffer, Giorgio Ramella, Giacomo Soffiantino, Luigi Stoisa, Francesco Tabusso, Enrico TealdiThe Bounty Killart, Saverio Todaro, Arianna Uda, Nadir Valente, Luisa ValentiniVedovamazzei, Fabio Viale, Massimo Voghera.
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venerdì 19 dicembre 2014

Curiosità - Felice Casorati "Silvana Cenni"

Il quadro "Silvana Cenni" che Felice Casorati dipinse nel 1922 ha una dimensione  inusuale per il pittore che utilizzava prevalentemente tele di forma quadrata (come i quadri di Piero della Francesca che Casorati amava molto). 
Il dipinto ha invece una forma rettangolare (100x200): il pittore Saroni racconta che Casorati stesso gli confidò di averla tagliata.
Silvana Cenni
Si pensa che nella parte tagliata ci fossero due allievi in piedi che stavano ritraendo la modella al centro che presumibilmente era un'altra allieva, Lella Marchesini, che assomiglia molto alla Silvana Cenni del quadro (tralaltro nome d'invenzione).
Lo studio

Se si analizza il quadro "Lo studio", uno dei nove dipinti andati distrutti nell'incendio del Glaspalast di Monaco di Baviera avvenuto nel 1931, si vede come la composizione assomigli al quadro "Silvana Cenni": al centro troviamo una modella e ai lati si vedono due allieve intente a ritrarla, inoltre si noti come una delle due indossi un camice molto simile a quello indossato dalla figura ritratta seduta, il camice infatti era in uso nello studio di Felice Casorati. Infine il quadro ha una dimensione quadrata e l'ipotesi trova conferma.


Il quadro distrutto piaceva molto al pittore che lo considerava uno tra i suoi lavori migliori e infatti provò a rifarlo numerose volte.
L'immagine è sulla copertina del catalogo della mostra Piero Gobetti e Felice Casorati 1918-1926 e ci dà la possibilità di rivederlo dal momento che l'opera non esiste più.
 931:



domenica 14 dicembre 2014

FELICE CASORATI: la mostra


Alla Fondazione Ferrero ad Alba dal 28 ottobre 2014 al 1° febbraio 2015  si può visitare la mostra nella quale sono presenti 65 dipinti del pittore Felice Casorati, provenienti da musei di mezzo mondo.
Felice Casorati, "poeta delle mute cose immolibili"  alla cézan
di cui medita la lezione senza peraltro subirne deviazioni







e della malinconia 


In un periodo, gli anni venti, un cui dilagava il movimento artistico Novecento alle cui mostre organizzate da Margherita Sarfatti  espose le sue opere, Casorati  nel corso della sua carriera, preservò ampi spazi di autonomia "fuori dal coro", portando avanti una riflessione per molti aspetti solitaria e disposta a brusche, ricorrenti e inaspettate virate di stile; ne sono due esempi lampanti i due quadri Tiro al bersaglio e Giocattoli 



che, nonostante la "giocosità" dei soggetti e la vivida esuberanza dei colori, comunicano all'osservatore una sensazione di desolazione, di abbandono e di ermetica solitudine (tiro al bersaglio lo tenne per anni  nella stanza del figlio Francesco).
La prima mostra dei "novecentisti" si tiene a Milano nel 1926: vi prendono parte oltre cento artisti - in sostanza tutti i "grandi" italiani di quel tempo -, da Sironi a De Chirico, a Carrà . Ed è proprio in questi stessi anni che Casorati dà vita ad alcune delle sue opere più mature, quali per esempio i due capolavori esposti nella mostra di Trieste: Ritratto di Silvana Cenni 

La maestosa composizione verticale 
ci rimanda subito alla pittura 
quattrocentesca italiana . 
Il riferimento è a Piero della Francesca e alla sua Madonna della Misericordia: la posa ieratica e immota, l'espressione severa del volto e lo sguardo rivolto verso il basso, il drappo che rimanda al mantello, i libri intorno che richiamano i fedeli
Felice Casorati, Meriggio
Meriggio, veri e propri manifesti di un'arte intenta a riscoprire valori dimenticati dell'antichità classica come armonia delle forme, geometrica partizione degli spazi e nitide volumetrie.

In questo quadro la luminosità tagliente e chiarificatrice di un pomeriggio che immaginiamo afoso e sonnolento modella con la nitidezza di uno scalpello i corpi nudi delle donne, una delle quali - quella all'estrema destra - ricalca nella posa l'ardito scorcio prospettico che fu del celebre Cristo Morto del Mantegna, a mo' di citazione e omaggio. 









Osservando quadri come Silvana Cenni Meriggio, comprendiamo come il fenomeno del "Ritorno all'ordine", al di là delle ingombranti implicazioni politiche con il Fascismo, sia stato in grado di superare ampiamente i confini della "tradizione" per dar vita ad opere inconfutabilmente "moderne", rifiutando il realismo visto da Casorati come "puro descrittivismo".
Questo il Casorati che conosciamo ma Casorati è anche delicato pittore di raffinate scene d'interni borghesi


 


e di scene famigliari


che forse ci ricordano un po' la pittura dell'800 di De Nittis



Colazione in giardino



e le ambientazioni e i colori dei macchiaioli





lunedì 8 dicembre 2014

FRIDA KAHLO E DIEGO RIVERA

Chi ha perso la mostra di Roma su Frida Kahlo troverà in questa anche Diego Rivera. A Genova a Palazzo Ducale la pittura di due grandi artisti messicani, una coppia leggendaria tra le più tormentate del Novecento.



Frida ha detto "ho subito due incidenti: il primo è stato un tram, il secondo Diego" è così che spiega la sua vita.
In seguito ad un incidente è sottoposta a molte operazioni ma soprattutto è costretta a letto per lungo tempo. Durante quelle interminabili ore nel letto inizia a dipingere e l'ispirazione le arriva da un libro sulla pittura europea che un suo amico e primo amore, Alejandro Gomez Arias, le regala.

La compostezza dei volti dipinti da Frida sono quelli di Antonello da Messina













e della Gioconda sia quando dipinge se stessa
sia quando esegue ritratti di altre persone
Ritratto di signora in bianco
Voleva essere un medico ma il destino l'ha fatta diventare pittrice.
Una pittura delicata, intimista, simbolica e surrealista



ma piena di dolore soprattutto per i numerosi aborti


e anche per la sofferenza di dover portare un busto dal giorno dell'incidente (aveva solo 18 anni) sino alla morte, da lei trasformate in opere d'arte 
e per i tradimenti del marito Diego.
L'elefante e la colomba, Diego Rivera era già un artista affermato quando lo conobbe era diventato il pittore della rivoluzione e dell'identità messicana, sposato e divorziato quattro volte. 
Lui ha 43 anni lei solo 22 ma la loro unione, tra alti e bassi, dura 25 anni e si interrompe con la morte di Frida.
In mostra vengono presentati i murales che Rivera eseguì raffigurando Emilano Zapata
particolare 
per celebrare il popolo messicano e le sue tradizioni

ma anche il  suo amore per le donne e la sinuosità del loro corpo...

Tina Modotti in un murales di Rivera
Frida Kahlo














Una mostra da non perdere anche da parte di coloro che, come me, conoscono poco Frida Kahlo e Diego Rivera.