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domenica 4 gennaio 2015

Una nuova figura di mecenate: la Borsa Italiana

La Borsa Italiana punta sull’arte, una risorsa inesauribile del nostro Paese che continua a non essere considerata e, ahinoi, mal sfruttata. La finanza ci butta un occhio e sembra finalmente vederci qualcosa in più, un settore forse utile per la ripresa e la crescita. Ma davvero? L’abbiamo sentito dire talmente tante volte che oramai sembra un’ovvietà.
Luca Peyrano, responsabile per l’Europa del mercato primario di Borsa Italiana, ha rilasciato un’intervista all’ANSA nella quale ha spiegato questo rinnovato interesse per il mecenatismo. «Ci siamo accorti – ha dichiarato – che l'appetito degli investitori internazionali oggi è condizionato dall'immagine che l'Italia ha dato di sé ma anche che i dubbi di ogni possibile investitore si dissolvono quando arriva nel nostro Paese e scopre l'arte e, in generale, il made in Italy - e continua: La conclusione quindi è stata semplice: investiamo in arte come strumento per investire nell’eccellenza italiana»
Questa deduzione arriva dopo aver puntato in tempo di crisi sul lusso e sulla moda, con ottimi risultati. E da lì una domanda: da dove nasce la creatività italiana? Per rispondere è bastato guardarsi indietro per trovare mille e 500 anni di storia del bello e per realizzare che l’arte è alla base dell’ispirazione di tutto il nostro sistema produttivo, in particolare nella realizzazione di manufatti di qualità.
Borsa Italiana ha inizialmente restaurato un Tiziano 
Conte Antonio Porcia

poi ha dato un contributo per la digitalizzazione in alta definizione di circa 100 opere della Pinacoteca di Brera e infine ha dato il via a un progetto chiamato "Rivelazioni”, che prevede il recupero di 10 opere d’arte della Pinacoteca e 21 affreschi tramite finanziamenti privati. E quale sarebbe il ritorno per le aziende che decidono di investire in questo progetto? Innanzitutto potranno beneficiare dell’art bonus, un credito d’imposta del 65 per cento delle erogazioni liberali, sarà inoltre attribuito loro un diritto d’uso sull’immagine dell’opera restaurata per due anni in esclusiva. Le aziende dunque potranno utilizzare l’immagine per campagne di comunicazione che non abbiano fini commerciali. Inoltre, afferma Peyrano, «A memoria della donazione sarà posto sulla cornice o in prossimità degli affreschi il nome del donatore che, infine sarà aggiunto all'elenco dei benefattori del museo all'entrata della Pinacoteca».
Il Ministero ha subito appoggiato l’iniziativa concedendo il patrocinio e riconoscendo la valenza di "Rivelazioni”, Borsa Italiana si è posta come obiettivo primario l’estensione del progetto ad altre importanti realtà museali e la creazione di un network di fundraising internazionale... 
(tratto dall'articolo di Giulia Testa - pubblicato su Exibart.com il 3/1/15)