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giovedì 1 giugno 2017

OPERE D'ARTE: La maja desnuda e La maja vestida di Francisco Goya



La maja desnuda (1797-1800) è l'unico nudo femminile eseguito in un'epoca in cui l'Inquisizione proibiva questo genere di raffigurazioni



Commissionata sicuramente da Manuel Godoy, divenuto dal 1975 mecenate di Goya, di essa si fa menzione per la prima volta nel 1800, quando ancora si trovava nel suo palazzo e nel 1808 figurava  nell'inventario dei  beni che gli furono sequestrati dopo la cosiddetta "rivolta di Aranjuez"che lo portò in disgrazia.
Il dipinto era esposo in una sala riservata del palazzo, insieme ad altri nudi, che gli erano stati donati dalla duchessa di Alba.
La maja desnuda, forse più di qualsiasi altro nudo, ispirò una vasta letteratura. Ad alimentarla, in parte, il romantico alone di mistero che circondava la modella, identificata alternativamente con la duchessa di Alba o con Pepita Tudò, amante di Godoy.
La straordinaria modernità dell'opera è dimostrata dall'assenza di motivi allegorici. Goya la concepì come una rappresentazione di Venere. La donna, raffigurata con immediatezza e realismo, senza intenti mitologici o storici, guarda lo spettatore con i suoi occhi vivaci in cui è assente ogni forma di pudore.
La posa della modella ricorda dipinti di epoche passate come 
la Venere dormiente realizzata da Giorgione tra il 1507 e il 1510 


oppure La ninfa della fontana realizzata da Cranach il Vecchio nel 1534

mentre lo sguardo diretto ricorda la Venere di Urbino di Tiziano (1538)

e ci rimanda all'Olympia di Manet del 1863

alla Donna regale dipinta da Gauguin nel 1896
e al  Nu cauché au coussin bleu realizzata nel 1916 da Modigliani
La maja vestida, è stata dipinta dopo la maja desunta e compare anch'essa nell'inventario dei beni confiscati a Godoy nel 1808.


L'abito bianco aderisce al corpo carezzandone le forme, mentre lo sguardo fissa maliziosamente lo spettatore. 
L'artista dipinge sia l'abito che la fascia rosa e la giacchetta, ornata di nappe, con pennellate vibranti e libere.
Per la Maja vestida è più difficile trovare analogie, le donne  vestite in posa su un divano assumo spesso atteggiamenti più impostati e composti, che non lasciano comprendere se sotto l'abito di seta si cela un'amante o una moglie.

Giovane donna in grigio - 1979. Berthe Morisot
Un dipinto di Matisse del 1917 Lorette con tazza di caffè ci rimanda alla Maja vestida: la modella è avvolta in un abito bianco, le braccia sono sollevate e lo sguardo è rivolto verso lo spettatore ma non troviamo il divano perché Lorette è morbidamente distesa a terra 



Nel 1815 l'Inquisizione ordinò a Goya di svelare per chi fossero stati dipinti i quadri e con che finalità: la risposta data dall'artista resta tuttora ignota.
Dopo la confisca, le majas furono trasferite prima alla Real Academia di San Fernando (anche se fu esposta solo la vestida) e poi, nel 1901, al Museo del Prado.

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