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domenica 4 giugno 2017

Street Art: LE OFFICINE REGGIANE

Scesa dal treno a Reggio Emilia nell'assolto primo week-end di Giugno, sono stata folgorata dalla visione che appariva davanti a me: le mitiche Officine Reggiane di cui avevo letto sul libro Urban Lives di Ivana De Innocentis.


L'entusiasmo con cui Ivana aveva raccontato la magia del luogo e l'esperienza di aver visto "pittare" (in gergo dipingere) i muri di quel posto ormai abbandonato mi ha fatto nascere il desiderio di vederlo in prima persona.
Non so scrivere di Street Art o di Writing ma ne sono un'appassionata quindi, arrivata a Reggio Emilia per visitare la Fondazione Marramotti (Collezione d'arte del fondatore della casa di moda Max Mara), perché non fare un salto alle Officine Reggiane che erano lì a due passi?
Ex fabbrica nata all'inizio del Novecento per la produzione ferroviaria, proiettili d'artiglieria ed aerei da combattimento, oggi è abbandonata e, anche se ci sono dei cantineri attivi, ancora non si conosce la sua futura destinazione.
Oggi gli oltre 250 mila metri quadri su cui sorgeva ospitano graffiti risalenti al 2012 e da allora, come scrive Ivana De Innocentis "... sono un punto di riferimento importante per arte urbana, post-graffitismo e graffiti writing in Italia".
Gli artisti locali con gli artisti provenienti da tutta Italia contribuiscono a rendere vivo e a promuovere il valore storico del luogo.
Con il tempo le Officine Reggiane sono diventate un "parco giochi per writer e street artist" (cit. Collettivo FX - libro Urban Lives) e mi è stato consigliato di leggerlo come un laboratorio e non come un museo.
Nel corso degli anni  si sono cimentati molteplici artisti di Street Art i cui eventi sono stati puntualmente raccontanti nel blog di I. De Innocentis.
Ora non mi resta che farvi vedere alcune fotografie ...

      



WARNING: per il degrado della strutture il luogo è altamente pericoloso. Pertanto non accedete nelle aree sopra menzionate. 

 










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