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lunedì 2 maggio 2016

GIOVANNI ANSELMO - Castello di Rivoli 6/4/2016-25/9/2016


Mentre la mano indica,
la luce focalizza,
nella gravitazione universale si interferisce,
la terra si orienta,
le stelle si avvicinano di una spanna in più ...


Fra i primi artisti ad esporre al Castello di Rivoli quanto il Museo nacque nel 1984, ora Giovanni Anselmo è nuovamente presente con una mostra personale aperta fino al 25/9/16.
L'artista ha esordito nell'ambito dell'Arte povera nella seconda metà degli anni Sessanta, impegnandosi in una ricerca tesa a esaltare il dialogo costante tra visibile ed invisibile.
L'Arte povera italiana, emersa nello stesso periodo dell'arte concettuale americana, in un'epoca storica di intenso dibattito politico e culturale internazionale, è basata sul principio che l'arte incanala l'energia delle situazioni nella vita reale e che questa energia debba essere in circolazione e mai cristallizzata in oggetti inerti. Utilizzando materiali, tecniche e mezzi diversi, gli artisti di questa generazione superano i confini della pittura rappresentativa e della scultura tradizionale attraverso l'invenzione dell'arte dell'installazione.

Ideando la mostra come un'unica grande installazione,  Giovanni Anselmo ha scelto di operare un gesto radicale: ha lasciato i vasti spazi della Manica Lunga del Castello di Rivoli a prima vista vuoti, al fine di sottolineare "l'energia nello spazio reale".


Il percorso inizia con una nuova versione di Interferenza  nella gravitazione universale (1969-2016), una serie di venti fotografie scattate dall'artista nel 1969 mentre camminava nelle campagne della pianura padana in direzione del sole calante. Sottolineando l'orientamento dell'edificio lungo l'asse est-ovest, l'allestimento in Manica Lunga è stato concepito accogliendo ampie porzioni di muro vuoto, così come gli scorci di panorama che si possono godere dalle finestre dell'architettura del castello.

Muovendosi nello spazio per osservare l'opera, come dice Anselmo, "i visitatori compiono un'interferenza nella gravitazione universale" diventando parte vivente dell'opera d'arte.
Si cammina in direzione opposta alla terra che gira sotto i nostri piedi, nella stessa direzione del sole calante che l'artista percorreva nel 1969. Si percepiscono gli sconfinati spazi siderali del cosmo di cui siamo parte e si guadagna qualche attimo infinitesimale di tempo prima di sperimentare il (nostro) tramonto.
Il titolo della mostra Mentre la mano indica, la luce focalizza,
nella gravitazione universale si interferisce, la terra si orienta,
le stelle si avvicinano di una spanna in più ... comprende in un nuovo insieme poetico precedenti opere che l'artista ha riconfigurato per questa mostra.

A partire dalla mano disegnata su carta in Il panorama con mano che lo indica (1982-2016), Anselmo invita i visitatori a salire sulla pietra alta una spanna e a liberare lo sguardo osservando il panorama.

Con Particolare (1972-2016), l'artista utilizza più proiettori di diapositive, ciascuno che proietta la parola "particolare",



per mettere a fuoco precisi particolari dello spazio espositivo, illuminandone alcuni dettagli (il fianco di una panchina, l'angolo di un muro), al fine di focalizzare la nostra attenzione ed offrendo un diverso modo di guardare ciò che è ordinario. Ciò che è colpito dalla scritta non diventa opera d'arte ma il suggerimento dato dall'artista per guardare in modo diverso quanto già presente nel nostro mondo.
Realizzata disponendo a pavimento semplice terra attorno ad un ago magnetico, Mentre la terra si orienta (1967-2016) rende tangibile parte della materia di cui è fatto il pianeta su cui viviamo e rende visibile la direzione Nord. Salendo sulle grandi pietre che l'artista ha disposto intorno alla terra, diventa possibile guadagnare un nuovo punto di vista e realmente avvicinarsi, di almeno una spanna, alle stelle...



Oltre al catalogo della mostra è stato ristampato il raro libro d'artista Leggere (1971-72) in cui la parola leggere si rimpicciolisce a poco a poco, mentre girano le pagine, fino a diventare un punto sul foglio e infine del tutto invisibile - sublime pagina bianca - a metà del volume; per poi 

ingrandirsi nuovamente  da una pagina all'altra fino a uscire dai limiti fisici del libro e lasciarvi soltanto una visione ravvicinata del dettaglio della parola LEGGERE - la lettera "G" costituita da cinque pagine finali in nero monocromo e saturo.
Il lettore diventa quindi consapevole che l'atto stesso di leggere un libro è un'attività fisica che coordina occhio, corpo e mente in una realtà inscindibile.




Nato a Borgofranco d’Ivrea nel 1934, Giovanni Anselmo vive e lavora a Torino. Nel 1990 riceve il Leone d’Oro alla Pittura alla XLIV Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Tra le mostre personali segnaliamo quelle alla Galleria Sperone, Torino (1968), Galleria Tucci Russo, Torre Pellice (1978) e Marian Goodman Gallery, New York (1984). Tra le collettive ricordiamo Arte povera + azioni povere, Arsenali dell’Antica Repubblica, Amalfi (1968); Conceptual Art – Arte Povera – Land Art, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino (1970); La Biennale di Venezia (1972, 1978, 1980, 1986, 1990 e 2007); documenta 5 (1972) e documenta 7 (1982); La Biennale di Sydney (1976); La Biennale di Istanbul (2015).

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