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sabato 11 febbraio 2017

THE INSTITUTE OF THINGS TO COME - Primo Capitolo: ECHT di Bedwyr Williams



La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta "The Institute o Things to Come" un centro di ricerca temporaneo sul futuro, un progetto ampio che si articola in un ciclo di quattro mostre personali collegate ad un programma di formazione dedicato a dodici studenti fra artisti, curatori, ricercatori, scrittori sia italiani che stranieri, selezionati attraverso un bando aperto e sostenuto dalla Compagnia di SanPaolo nell'ambito del bando ORA! Linguaggi contemporanei produzioni innovative. Un percorso in cui si interroga il presente con lo sguardo rivolto al futuro.
Ispirato al romanzo "The Shape of Things to Come", il progetto nasce da una riflessione sul concetto di "finzione come critica" con l'obiettivo di esaminare come l'uomo interpreta il futuro attraverso le proprie paure e le proprie aspettative, immaginando alternative a ciò che esiste.
Per l'occasione, sono stati invitati quattro artisti che presentano lavori che attingono a tecniche tipiche del cinema fantastico, della performance e del pensiero scientifico-accademico per mostrare possibili scenari futuri.
Oltre alle mostre in programma, ogni artista condurrà un workshop in collaborazione con un ospite (un artista o uno specialista) per illustrare gli scenari di finzione proposti nei lavori.
Per il primo capitolo (9 febbraio-26 marzo 2017) è stato scelto l'artista Bedwyr Williams ( St. Asaph-Galles 1974) che utilizza media differenti come la performance, il film e la scrittura per esplorare l'attrito tra gli aspetti banali e quelli seri della vita moderna.
Il suo interesse principale si fonda sull'immaginazione di scenari catastrofici e sugli effetti che essi hanno sulla vita quotidiana delle persone. Le sue performance trattano spesso di un futuro dispotico, nel quale gravi problematiche sono minimizzate da momenti di umorismo assurdo o da osservazioni banali.

Per la sua personale alla Fondazione Sandretto Williams presenta Echt, un'installazione filmica frutto di fantasia nella quale immagina un futuro prossimo in cui le istituzioni britanniche e il sistema di governo sono crollati a causa di un evento apocalittico, denominato le "Grandi Risse" che ha costretto l'umanità a riformare la società, dopo aver cancellato le regole sociali precedenti.
In questo nuovo mondo nel quale lo status sociale si basa sul consumo smisurato, figure di accumulatori compulsivi sono diventati veri e propri re che detengono il potere. 


Questi accumulatori di oggetti e spazzatura hanno installato le loro corti e i loro centri di controllo in vecchie discoteche e locali notturni dismessi e sono accompagnati da una serie di bizzarri cortigiani descritti dalla voce narrante di Williams.
La visione dell'artista non premia il pubblico con una prospettiva pacifica ed armoniosa; fornisce piuttosto una caricatura del nostro istinto compulsivo, tutto contemporaneo, di accumulazione di merci.
Il futuro rappresenta, ancora una volta, un pretesto per ripensare la nostra vita ed i meccanismi che la regolano ai giorni nostri.
Nonostante non vi siano riferimenti alla condizione politico-sociale  post Brexit della Gran Bretagna, il film ne riecheggia gli scenari e non è un caso se la parola echt, che in inglese non significa nulla, in lingua tedesca significhi "reale".
Williams è noto per la sua satira sul rapporto tra artista e curatore, per cui costruisce scenari assurdi dove si svelano queste relazioni. Recentemente ha esplorato, attraverso il video, il tema della distopia e il senso dell'esistenza del genere umano. Ha esposto in numerose mostre collettive e personali ed ha partecipato alla 55^ Biennale di Venezia (2013) nel padiglione del Galles.


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