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venerdì 19 ottobre 2018

CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano Co.



Fino al 13 gennaio 2019 al Centro Italiano per la Fotografia, Via delle Rosine 18 a Torino, è visitabile la mostra CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano  Co. , 150 tra quadri, fotografie, collage, grafiche, che ripercorrono la storia delle reciproche influenze tra fotografia e Pop Art.
La Pop Art (popular art) è stata un fenomeno mondiale, esploso negli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Europa e diffusosi rapidamente anche nel resto del mondo.
Servendosi degli stessi modelli della comunicazione di massa, questo movimento ha registrato in modo neutro e fotografico l'attualità.
L'affermazione della cultura Pop ha liberato energie sorprendenti anche all'interno del mondo dei fotografi, che si sono misurati direttamente con il panorama visivo contemporaneo ma soprattutto con le logiche della trasformazione del documento fotografico in opera d'arte.
La fotografia è stata per gli artisti Pop fonte di ispirazione e strumento di lavoro divenendo parte essenziale della loro ricerca.
In mostra il famoso collage fotografico di Richard Hamilton "What is it that makes today's homes so different, so appealing?" considerato la prima opera Pop della storia e le fotografie che ritraggono le icone più potenti degli anni Sessanta che diventarono esse stesse opere ed icone Pop come la Marilyn Monroe di A. Warhol 



o la Brigitte Bardot di Geralt Laing che nelle sue diverse versioni evidenzia l'utilizzo contemporaneo delle diverse tecniche, dalla fotografia al disegno alla stampa.



La ricerca artistica in Italia è rappresentata sia dalla tela "Divertiamoci" di Mimmo Rotella (nata da una fotografia e riprodotta meccanicamente) che rappresenta la realtà vista dal finestrino di un'automobile,



sia dalle fotografie di Ugo Mulas che documentano la storica Biennale di Venezia del 1964 



e gli studi degli artisti Pop newyorchesi. Una quarantina di scatti che raccontano uno dei momenti più alti del rapporto tra fotografia e Pop Art, al confine tra documentazione e creazione.




Se Mulas documenta, Michelangelo Pistoletto, con le sue opere specchianti, rende protagonista lo spettatore facendolo  entrare direttamente nell'opera.


Un'ampia sezione della mostra è dedicata al concetto di riproduzione attraverso l'utilizzo della macchina fotografica, uno strumento che ha rinnovato il modo di vedere il mondo: il mondo è conosciuto e concepito attraverso le riproduzioni fotografiche, e gli artisti Pop a questo immaginario e a queste pratiche si rivolgono, per essere contemporanei.
E' la società dei consumi e delle immagini di massa, nella quale la fotografia ha un ruolo centrale. 
In mostra oltre alle fotografie realizzate da Andy Warhol, anche la Polaroid (strumento fotografico da lui prediletto) dedicato al grande fotografo Mimmo Joidice, che in quel periodo documentava la presenza del maestro americano a Napoli.




Una mostra che, come quelle precedenti "L'Italia di Magnum" e "Arrivano i Paparazzi" , vuole analizzare e approfondire - sia dal punto di vista artistico che sociale - un particolare momento storico  attraverso lo studio di un movimento o di uno stile fotografico.
Una mostra con grandi artisti e grandi fotografi completata da  incontri di approfondimento nei "Giovedì di Camera".





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