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domenica 28 febbraio 2016

IL VILLAGGIO OPERAIO LEUMANN


Il complesso, realizzato tra la fine dell''800 e l'inizio del '900 è costituito da due comprensori di casette ai lati dello stabilimento tessile su una superficie di circa 60.000 metri quadrati.

Tra i numerosi villaggi operai sorti in Italia nella seconda metà del secolo scorso, Leuman di Collegno (Torino) rappresenta uno dei maggiori esempi di questo fenomeno tipicamente ottocentesco.
Sia le casette che l'ingresso dell'opificio in stile Liberty, sono facilmente riconoscibili tra il disordine architettonico di una periferia industriale degli anni '60.

L'organizzazione urbanistica, l'architettura degli edifici e soprattutto le istituzioni sociali create dall'illuminato imprenditore svizzero Napoleone Leumann, fanno del villaggio un organismo di straordinario interesse storico, culturale ed architettonico.

L'imprenditore trasferì l'azienda di famiglia, fondata dal padre Isaac, da Voghera a Torino beneficiando delle convenienti agevolazioni che offriva il capoluogo piemontese, reduce del contestato trasferimento della capitale prima a Firenze e poi a Roma. All'epoca infatti, la città di Torino concedeva terreni a prezzo politico ed agevolazioni fiscali, con l'intento di ricreare un nuovo ruolo di riferimento che compensasse la perdita della centralità, del lustro e delle importanti funzioni di una capitale.
Inoltre un'ampia offerta di manodopera specializzata a costi ridotti completò il processo di attrazione di capitali e imprenditori, anche stranieri, contribuendo a fare di Torino la nuova capitale dell'industria.
La scelta cadde sul vasto lotto di terra nelle campagne circostanti il piccolo paese di Collegno, alle porte di Torino e nel 1875 Isaac Leumann ed il figlio Napoleone decisero di installare un nuovo sio produttivo che lavorasse il cotone, a differenza del precedente stabilimento di Voghera che trattava il lino.
Fondamentale nella scelta del luogo fu anche la presenza di canali irrigui (bealera di Grugliasco) e la vicinanza di una nuova, moderna infrastruttura: la ferrovia


che correndo lungo l'asse dell'attuale corso Francia, consentiva un rapido collegamento con Torino, la vicina Rovoli ma anche con la Val di Susta e la Francia (attraverso il nuovo tunnel del Frejus aperto nel 1871.
Qundi nel 1875 l'industriale fonda il Cotonificio Leumann che diventa in breve tempo un'azienda di notevoli dimensioni e prestigio: dai duecento operai passa, in meno di un decennio, a ottocento addetti, per arrivare nel 1911 a circa 1.500.

Il macchinario era costituito da seicento telai meccanici, quattro caldaie a motore e due motori a vapore.

Ma Napoleone Leumann non fonda soltanto un'industria, crea un'area ben delimitata in cui produzione, abitazione, istituzioni sociali e previdenziali, tempo libero erano strettamente connessi tra loro e formavano un organismo funzionale e socialmente evoluto.

Il villaggio comprendeva 59 villini e case suddivisi in 120 alloggi che, in origine  ospitavano un migliaio di persone.
Attorno alle case vengono costruiti servizi necessari come la scuola elementare e l'asilo, il teatro, un ambulatorio medico, una palestra, i 
bagni uno spaccio aziendale (nel quale si poteva comprare solo utilizzando la moneta stampata per uso interno per i dipendenti del cotonificio),














un convitto per le operaie che dava alloggio a circa 250 ragazze tra i 13 e i 20 anni di età


nel quale le stesse potevano seguire corsi di economia domestica, cucina, cucito


per essere in future delle brave mogli.
Pur essendo protestante Napoleone Leuman nel 1907 commissionò all'architetto e ingegnere Pietro Fenoglio (esponente di spicco dello stile Liberty di Torino) il progetto di un edificio ecclesiastico. 
La chiesa del Villaggio Leuman dedicata a Santa Elisabetta (Elisabetta si chiamava la mamma dell'imprenditore) non è però riconducibile unicamente allo stile Liberty poiché ancora contaminato dall'eclettismo storicistico tipico di fine Ottocento. E' a pianta longitudinale con navata unica, coperta da capriate lignee e presenta ai lati due piccoli sfondati (cappelle) illuminate da aperture trifore di chiara ispirazione neo-romantica.
Le vetrate e la decorazione interna della chiesa sono di gusto Liberty e furono realizzate da un'equipe di pittori e decoratori diretti dal prof. Smeriglio da Poirino, collaboratore di Fenoglio in più occasioni.

La finestra in facciata, divisa in tre parti viene reinterpretata con un linguaggio strettamente legato all'Art Nouveau. I campanili, con chiari

riferimenti alle chiese carolinge d'oltralpe (tributo di dell'architetto alle origini di N. Leuman), sono arricchiti da decorazioni Liberty, con la parte terminale geometrizzata e decorata da croci in ferro battuto. Il rivestimento della facciata è realizzato con alternanza di mattoni a vista e fasce di litocemento.
Insomma all'interno del villaggio Leumann c'era proprio tutto e gli operai potevano vivere in case in cui pagavano un affitto inferiore a quello che avrebbero dovuto versare in case poste all'esteno e godevano di numerosi servizi che non avrebbero ricevuto abitando in altre zone.
Il benessere degli operai garantiva il buon funzionamento della fabbrica e questo rendeva il Cotonificio Leuman uno dei più produttivi dell'epoca.
Nel 1972, però, in seguito alla crisi che investì il settore tessile, l'attività produttiva del cotonificio venne interrotta e la sorte del villaggio fu seriamente compromessa da tentativi speculati. Per la salvaguardia dell'intera struttura il Comune di Collegno, con il sostegno della Regione Piemonte, lo acquistò.
Lo stabilimento continuò l'attività di tintoria e fissaggio di tessuti di cotone e lino sino al 2007 quando chiuse definitivamente.
Gli edifici del villaggio sono oggi tutti restaurati ed abitati secondo le regole dell'edilizia popolare e gestite dall'ATC.
I servizi sociali sono stati introdotti, come previsto in fase progettuale, dove erano già ospitati originariamente: sono operanti la scuola elementare, l'ufficio postale, un centro sociale per anziani, la Chiesa di Santa Elisabetta.

Se desiderare visitare il Villaggio Leuman, contattate l'Associazione Amici della Scuola Leumann .




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