Translate

domenica 22 novembre 2015

Adrián Villar Rojas. Rinascimento

Alla Fondazione  Sandretto Re Rebaudengo di Torino fino al 28 febbraio 2016 è possibile visitare la prima personale in Italia dell'artista argentino Adrián Villar Rojas.
Le sue opere, spesso monumentali, esplorano il potenziale narrativo della scultura contemporanea includendo rimandi molteplici, alla storia dell'arte così come  alla cultura pop, dal cinema alla fantascienza alla musica, dai fumetti alla letteratura e si caratterizzano per la forte componente installativa, capace di trasformare profondamente gli spazi in cui si inseriscono, dando vita a scenari, mondi da attraversare, quasi fossero dei "film fatti di sculture".






La mostra inizia  dall'ingresso alla fondazione: l'artista ci disorienta, non troviamo più i riferimenti a cui siamo abituati: entrando non c'è la biglietteria, l'artista l'ha nascosta dietro un muro,  ha chiuso la porta di accesso al bar, ha eliminato le pareti divisore che delimitavano i diversi spazi del museo ed è intervenuto sull'illuminazione degli ambienti da lui concepiti.
Adrián Villar Rojas ha creato il suo mondo, all'interno del quale ha installato le sue opere.
Come fotogrammi cinematografici, le opere di Villar Rojas sono oggetti carichi di tempo, dispositivi che lo raccontano per immagini, dai reperti preistorici ai paesaggi più avveniristici o post-apocalittici, e lo registrano nella fisicità della materia, in un processo costante di evoluzione e decadimento. 
Sono tipiche le grandi installazioni, realizzate in una miscela di argilla cruda e cemento, dall’aspetto fratturato, crepato, come se la materia fosse già in stato di avanzata corruzione, come se il tempo stesse trasformando gli oggetti in rovine di fronte ai nostri occhi. Una fragilità non solo apparente, ma determinante per il destino di opere che molto spesso non sono sopravvissute all’evento espositivo, essendo concepite per essere effimere.
Il  materiale organico fondendosi con quello inorganico, naturale o artificiale, dà vita a ibridi inquietanti, artefatti instabili, soggetti a continue mutazioni. Animali, piante, minerali, fossili e reperti di un mondo oggettuale prodotto dall’uomo si compongono in un universo dalle sembianze distopiche, carico di tutta la memoria del mondo.


Dal macro al micro, questa memoria include una dimensione più personale e biografica, legata al carattere nomade del lavoro di Villar Rojas, che sviluppa i suoi progetti in stretto legame con i luoghi e i contesti espositivi. Ogni intervento porta così traccia di quello che lo ha preceduto, o si sviluppa a partire da quello, dalle ricerche o dalle suggestioni che ogni luogo ha ispirato all’artista. L'artista è sempre affiancato dal suo team di collaboratori, che lo seguono in tutti i progetti internazionali cui è invitato. Questo studio errante, o meglio compagnia teatrale, per usare la metafora prediletta dall’artista, è composto da artisti, artigiani e tecnici che, sotto la direzione dell’artista, collaborano per diverse settimane o mesi precedenti la mostra, realizzando in situ le opere e i progetti.

A partire da settembre lo studio Villar Rojas si è trasferito a Torino per dar vita a Rinascimento, una nuova grande produzione pensata dall’artista per gli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.



Adrián Villar Rojas è nato a Rosario, Argentina nel 1980. Tra le sue personali più recenti, Fantasma, Moderna Museet, Stoccolma, 2015; Los teatros de Saturno, Galeria Kurimanzutto, Mexico City, 2014; Today We Reboot the Planet, Serpentine Galleries, Londra, 2013; La inocencia de los animales, MoMA PS1, New York, 2013. Ha partecipato alle più importanti mostre internazionali, tra cui la 12a Biennale di Sharjah, 2015; Documenta 13, Kassel, 2012; The Ungovernables, New Museum Triennial, New York, 2012. Nel 2011 ha rappresentato l’Argentina alla Biennale di Venezia. A settembre 2015 é presente con un grande nuovo progetto alla Biennale di Istanbul e con la prima personale alla Galleria Marian Goodman di New York.

Nessun commento:

Posta un commento