Translate

domenica 13 novembre 2016

AI WEIWEI LIBERO - Palazzo Strozzi fino al al 22 gennaio 2016




Firenze ospita la prima esposizione monografica italiana dedicata ad Ai Weiwei. Tutti gli spazi interni ed esterni di Palazzo Strozzi, compresi quelli della Strozzina, sono occupati da oltre 60 opere storiche e nuove produzioni, che  rappresentano circa trent'anni di lavoro dell'artista.
Partendo dagli anni newyorkesi (1981-1993)



quando l'artista cinese scoprì l'arte dei "maestri" Marcel Duchamp, Andy Warhol e Jasper Johns, alle grandi opere degli anni duemila fatte di assemblaggi di oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, ad esempio i ritratti di dissidenti politici in LEGO o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.
La mostra è un'occasione per scoprire il genio creativo di Ai Weiwei con opere in cui si fondono riferimenti alla storia cinese passata e presente. Nelle sue opere è evidente l'indagine sul rapporto fra tradizione e modernità: attraverso la manipolazione di oggetti, immagini e metafore della millenaria cultura cinese, l'artista mostra infatti un rapporto ambivalente con il proprio paese, diviso tra un profondo senso di appartenenza - testimoniato dall'uso di materiali caratteristici quali il legno, la porcellana, la giada, il bronzo, il bambù - e un forte senso di ribellione.



Ma entriamo in mostra e vediamo alcune sale.
La prima sala della mostra FOREVER è occupata dall'installazione "Stacked"(impilate) presentata in un allestimento site-specific per Palazzo Strozzi: 950 biciclette, mezzo di trasporto molto usato in Cina. L'opera rinvia al ready-made con la "Ruota di bicicletta" di Duchamp del 1913. 
L'artista vuole sottolineare il problema dei trasporti molto sentito in Cina, ma separando (stacked) le biciclette (tutte marca Forever) dalla loro funzione (non hanno più catena e pedali), le configura come una sorta di labirinto simile alla rete di Internet e nel contempo l'architettura allude ad un arco trionfale o a un monumentale portale d'ingresso.
La sala SICHUAN è dedicata al tragico sisma del Sichuan di magnitudo 8.0 della scala Richter, che il 12 maggio 2008 provocò circa settantamila morti. Migliaia di studenti morirono nel collo delle scuole, ponendo il problema dei materiali scadenti utilizzati e della scarsa sicurezza degli edifici. All'indomani del terremoto Ai Weiwei e altri attivisti lanciarono un'indagine volta a scoprire le cause del massacro, rivelando casi di corruzione ed anomalie costruttive, un evento che ha fatto dell'artista una figura di rilievo mondiale per la difesa dei diritti umani.
La memoria del dramma è cristallizata in una serie di opere come Snake Bag formata da 360 zaini scolastici cuciti a formare un serpente che ricordano i moltissimi zaini visti dai Ai Weiwei sul luogo del sisma,
Rebar and Case costituita da contenitori in pregiato legno huali che evocano le bare e da riproduzioni in marmo bianco dei tondini in ferro rivenuti contorti tra le macerie.
La sala RENAISSANCE è dedicata alla rilettura del Rinascimento italiano: i poliedri "Divina Proportio" e "Untitled (Wooden Ball)" evocano i disegni eseguiti da Leonardo da Vinci per illustrare il trattato "De_Divina_Proportione" di Luca Pacioli del 1497





anche se prima fonte di ispirazione sono stati i giochi dei gatti che popolano lo studio dell'artista.
I ritratti di LEGO proseguono la serie dedicata ai dissidenti politici, per Palazzo Strozzi Ai Weiwei ha scelto quattro personaggi del passato legati a Firenze che hanno subito privazioni della libertà: Dante l'esiliato, Filippo Strozzi che i Medici bandirono per vent'anni da Firenze, Girolamo Savonarola giustiziato per l'opposizione al regime mediceo e alla Chiesa di papa Borgia e Galileo scienziato incarcerato e processato per aver difeso le proprie idee.
Nonostante l'uso di materiali preziosi e tecniche raffinate per la realizzazione degli oggetti presentati nella piccola sala OBJECTS, il rimando ad abusi di diritti umani e alla censura è evidente. 
Le grucce e le manette per esempio ricordano la prigionia di Ai Weiwei, arrestato il 3 aprile 2011 e detenuto per 81 giorni in luogo segreto. Nella cella non c'era spazio per la biancheria pulita e l'artista ha ottenuto dalla guardie sei grucce di plastica su cui appendere la biancheria ad asciugare dopo averla lavata.




Con le mattonelle in portcellana BLOSSOM l'artista richiama, attraverso l'uso della tecnica artistica cinese per eccellenza, la campagna detta dei "Cento fiori", che nel 1956 ha rappresentato un breve momento di apertura da parte del governo nei confronti della libertà di espressione.




Come molte produzioni di Ai Weiwei ha richiesto il lavoro di numerose maestranze, al pare di IRON GRASS, formata da ciuffi di erba di ghisa. La parola cinese per erba, cal, è anche un'imprecazione usata in Cina su Internet per eludere la censura. Questa installazione è altresì associata a Caochangdi, il distretto artistico nella zona nord-est di Pechino dove Ai Weiwei ha lo studio.
La sala SHANGHAI racconta le vicende dello studio che nel 2008 le autorità di Shanghai chiesero all'artista di costruire nella zona di Malu Town.
I lavori furono ultimati nell'ottobre 2010 ma a causa dell'attività politica di Ai Weiwei lo stesso governo municipale dichiarò che era stato costruito senza i necessari permessi e quindi doveva essere demolito.
L'artista, via internet, invitò molte persone a partecipare ad una festa il 7 novembre 2010 per celebrare contemporaneamente l'ultimazione dello studio e la sua demolizione. Per impedirgli di essere presente al party venne messo agli arresti domiciliari a Pechino: gli 800 ospiti mangiarono granchi di fiume, in cinese he xie, dal suono 

simile alla parola che indica "armonia" slogan del governo, ma che ha anche assunto il significato di "censura".
L'11 gennaio 2011 lo studio venne raso al suolo senza preavviso. Le autorità cercarono di impedire all'artista l'accesso durante la demolizione che avvenne in un solo giorno e senza preavviso, ma egli riuscì a salvare parti dell'edificio che gli permisero di creare Souvenir from Shanghai: cemento e macerie di mattoni posti a incorniciare il telaio di un letto della dinastia Qing.


Artista concettuale, perforare, pittore, fotografo, documentarista, designer, cantante, attore, paroliere, editore, dissidente politico, personaggio scomodo, impegnato contro ogni forma di censura, attivista in lotta per i diritti umani. Ma se si volesse definire in modo completo la sua multiforme personalità, la lista sarebbe ancora più lunga. 

Ai Weiwei (Pechino 1957) è  noto a livello globale per l'unione di attivismo politico e ricerca artistica attraverso opere spettacolari e provocatorie. E' stato ed è tutt'ora protagonista di mostre nei maggiori musei del mondo.
A Palazzo Strozzi una retrospettiva completa ed interessante  che ho raccontato solo in parte, consigliata anche a coloro che non amano particolarmente Ai Weiwei.


Nessun commento:

Posta un commento